L’INTERPRETE GIURIDICO - GIUDIZIARIO

L’interprete che opera in contesti giuridico-giudiziari è un professionista competente – per diretta e congrua esperienza sul campo come pure per formazione accademica integrata dall’esperienza sul campo – che ha il delicato compito di trasferire da una lingua di partenza (detta source language in acronimo SL) a una lingua di arrivo (detta target language in acronimo TL) il messaggio espresso prevalentemente in forma orale.


DOVERI

L’interprete ha il dovere di trasporre il contenuto del messaggio astenendosi da omissioni, integrazioni e alterazioni dello stesso. Il messaggio dovrà essere costruito alla prima persona per evitare confusioni sui soggetti che intervengono nella comunicazione.

L’interprete ha il dovere di riportare con scrupolosa attenzione anche tutte quelle espressioni linguistiche, interiezioni, intercalari (inclusi improperi ed espressioni grossolane) purché effettivamente espresse dal produttore del messaggio oggetto di traduzione orale, senza essere interpretati nel loro significato intrinseco.

Qualora l’interprete constati un disagio qualsiasi (cagionato, per esempio, dalla scarsa alfabetizzazione, da motivazioni di ordine culturale, da eventuali patologie transitorie o croniche) nel locutore, dovrà astenersi dall’integrare, su libera iniziativa, con opinioni personali spiegazioni relative all’ipotetica situazione di disagio.

Dovrà, piuttosto, adeguare i suoi interventi traduttivi in modo da far emergere tale disagio e orientare i beneficiari della traduzione -da e verso la lingua di partenza- a porre ulteriori domande affinché tale disagio sia esplicitato a parole per poi tradurlo.

L’interprete ha il dovere di mantenere il segreto su tutte le informazioni di cui dovesse venire a conoscenza nell’esercizio della prestazione professionale.

L’interprete ha il dovere di non accettare incarichi per i quali ritiene di non avere i requisiti essenziali a un’interpretazione di qualità finalizzata alla facilitazione di comunicazione.

L’interprete ha il dovere di vedere riconosciuta la propria professionalità accettando incarichi con compensi degni delle competenze acquisite.

PROFILO DELLE COMPETENZE TECNICHE E CULTURALI

L’interprete giuridico-giudiziario è un professionista che ha acquisito le tecniche di traduzione orale (interpretazione dialogica, chuchotage e traduzione a vista) e le competenze in materia di diritto a partire dalle nozioni di base degli ordinamenti giuridici dei paesi delle lingue di specializzazione (inclusa la lingua madre dell’interprete) imprescindibili per una traduzione fedele e corretta.

LE TECNICHE

  • 1. INTERPRETAZIONE DIALOGICA
    • Abilità dell’interprete di operare in rapidità un cambio di codice linguistico (dalla lingua di partenza alla lingua di arrivo e ritorno) in forma orale rispettando il ritmo di un dialogo che si compie in spontaneità (indipendentemente dal registro linguistico del locutore) e a ritmi piuttosto sostenuti.
    • Si richiede grandissima capacità di concentrazione frutto di anni di esercizio e di allenamento della memoria a breve termine.
    • Si consiglia l’uso di un microfono per consentire un corretto ascolto.
    • Si consiglia di consultare l’interprete per assicurarsi che la sua posizione sia fisicamente corretta rispetto ai beneficiari della traduzione e ai locutori da tradurre.
    • Si consiglia di rispettare turni di parola ordinati per evitare accavallamenti che renderebbero impossibile la traduzione, ove richiesta.
  • 2. CHUCHOTAGE
    • Abilità dell’interprete di tradurre a bassa voce “simultaneamente” e a beneficio di uno o due interlocutori (al max) situati nei pressi dell’interprete quanto espresso da un locutore di partenza.
    • La traduzione viene porta senza l’ausilio tecnico di una cabina/impianto di simultanea. Si richiede grandissima capacità di concentrazione frutto di anni di esercizio e di allenamento della memoria a breve e a lungo termine.
    • Si consiglia di consultare l’interprete per assicurarsi che la sua posizione sia fisicamente corretta rispetto ai beneficiari della traduzione.
  • 3. TAV (Traduzione a vista)
    • Abilità dell’interprete di tradurre all’impronta e oralmente partendo da un testo scritto in una lingua diversa.
    • Il testo che l’interprete ha davanti a sé è scritto in una lingua e sarà restituito in traduzione dall’interprete in una lingua diversa, a seconda delle lingue scelte per la comunicazione dell’occasione specifica.
    • E’ consigliato l’uso di un microfono.
    • Si richiede grandissima padronanza delle lingue (inclusi i registri della lingua scritta) frutto di grande capacità di associazione lessicale tra traducenti in rapidità.
    • Si consiglia di consultare l’interprete per assicurarsi che la sua posizione sia fisicamente corretta rispetto ai beneficiari della traduzione.

LE COMPETENZE CULTURALI

Il background di conoscenze nella materia del diritto e della cultura delle lingue dei paesi di specializzazione dell’interprete incluso il complesso sistema di usi e costumi del paese di riferimento.

Si richiede grandissima esperienza e studi approfonditi anche delle tecniche di comunicazione interpersonale.

Si consiglia di mettere a disposizione dell’interprete tutto il materiale accessibile per garantire la migliore traduzione possibile ricordando che l’interprete è tenuto a conservare il segreto professionale. Gli interpreti che non rispettassero tale condizione si esporrebbero alle conseguenze previste in materia, oltre che a provvedimenti disciplinari stabiliti dai codici deontologici qualora membri di associazioni quali assITIG.

La giustizia è il fermo e assiduo desiderio di rendere a ciascuno il dovuto

Imperatore Giustiniano

Il grande

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